Ragazzi le gang esistono ancora... e come ! adesso vi voglio presentare una di quelle toste, Hei ! questi sono tipi da flessibile e saldatrice , da chiave spaccata e incudine , da tattoo machine e sangue , gente tosta che già a vederla ti fà cambiare le mutande ok!!! iniziamo con gli specifici...
Bigand (Cristiano) propietario di un garage capace di trasformare innoqui ferri anni 70 in cafe racer incazzatissime, possiede anche un bobberino base sporster una cafè Guzzi uno scrambler Kawa, e prossimo un chop base Yamaha
Lu Clash (Tony) che con la meccanica è un Cristo in terra, gira per l' Abbruzzo con un sporster cafè se lo incontrate evitiamolo per favore non voglio morti sulla coscenza
Aurelioche e' un tecnico e fantasista che ha una Hondastreet fighter Kawa z900 cafè Ducati scrambler Gege titolare di Resingare che con la vetroresina e' capace di riprodurre anche il Davide di Michelangelo Tommasodi Old Tip Tattoo vero artista della pelle mista a sangue
questi personaggi si trastullano con i loro magnifici ferri nel Garage Old Skull motor fucina capace di sprigionare la vera cultura racer mista a semplicità e grande artigianalità,
Il piazzale dell’Ace Cafe è gremito! Le moto occupano anche i giardinetti di fronte ed il ponte che passa sulla North Circular Road.
7, 8 e 9 Settembre; questi i giorni della Reunion 2007 del mitico cafè a nord-ovest di Londra.
Da quando Mark Wilsmore nel 1994 ha avuto la grande idea di rispolverare il mito dell’Ace, organizzando ritrovi annuali per giovani e vecchi cuori romantici in sella a cafe racer in tutte le salse, ogni anno, agli inizi di settembre, qui è un tripudio di suoni e colori.
I primi sono quelli detonanti dei motori, sono quelli delle note sprigionate dalle rock n’ roll band che si alternano sul palco allestito al lato dell’Ace Corner e quelli delle gente che applaude, balla e chiacchiera sorseggiando pinte di birra alla spina. I secondi sono quelli sfavillanti dei metalli cromati di carter e serbatoi, quelli cupi dei neri giubbotti di pelle ricoperti da una pioggia di spille e borchie che brillano sotto i pigri raggi di sole che di rado sbucano tra le nuvole.
Dal venerdì arrivano incessantemente motociclisti senza paura che hanno percorso migliaia di chilometri per raggiungere la capitale britannica da Francia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Olanda, Danimarca e Portogallo. Di tutto rispetto anche la ‘colonia italica’ che si presenta a cavallo di Triumph, Moto Guzzi e BSA tutte dal deciso e vigoroso aspetto sixties.
Il sabato passa sornione. Tanti flash per i bellissimi mezzi che si mostrano in una delle più prestigiose cornici motociclistiche che ci siano, tante facce sorridenti e soddisfatte per la semplice presenza dopo tanta strada fatta.
Sulle panche ed i tavolini abbondano succulente ‘english breakfast’ che danno ristoro ai più affamati.
Nessuno rinuncia ad acquistare qualche gadget dell’Ace, da quarant’anni icona del mondo sixties di Rockers e Ton-Up Boys, anche se già quasi tutte le moto esibiscono fiere l’adesivo con il trifoglio.
Domenica è il giorno della marcia verso il mare. ‘Brighton Burn-Up Ride with the Rockers’. Così recita il volantino disseminato in ogni angolo del locale. Un lungo serpentone rumoroso percorre i circa 85 km tra Londra e Brighton per rovinare la tranquilla domenica di chi pensava di sentire solo il rumore delle onde. Su Madeira Drive, tra gli stand di accessori e club, motociclette di ogni marca e genere. Stupende le vespe e le lambrette dei Mods, tutte con personalizzazioni strepitose.
L’Ace Cafe, nato negli anni ’40 come punto di ristoro per camionisti in transito sulla North Circular, ha una storia celebrata su molti quotidiani londinesi degli anni ’60. Affollato di giovani motociclisti che testavano il proprio coraggio gareggiando sulla strada, senza le protezioni delle tute moderne, spesso senza nemmeno i guanti e con le ‘scodelle’ in testa che oggi fanno tanto vintage, fu teatro di numerose scazzottate tra Rockers e Mods. Le pagine del libro ‘The Ace Cafe – Then and Now’ in vendita anche su internet (in lingua inglese ma da acquistare solo per le magnifiche foto), riportano gli episodi di battaglie urbane dell’epoca oltre alla lunga lista di ragazzi che purtroppo morirono sulle strade per il loro ‘love of speed’.
L’Ace Cafe ha visto nascere anche il mito del 59Club per merito del reverendo William Shergold, scomparso a maggio di quest’anno, che proprio qui radunò i primi ‘adepti’ del club per motociclisti più famoso del mondo.
Più volte chiuso dalla polizia per gli eventi turbolenti suddetti, il cafè dell’asso di fiori, chiuse i battenti definitivamente nel 1969. Al suo posto circa dieci anno dopo aprì una rivendita di pneumatici come si può vedere nelle foto della Reunion del 1994 anno in cui il cafè di Stonebridge Park torna ad essere la mecca dei motociclisti. Se anche voi sentite il bisogno di un pellegrinaggio verso nord, se la vostra fede vi fa prudere il polso destro niente paura…il prossimo settembre si replica, preparatevi!
Testo diSTEFANO RUSSO
Che dire...queste tue parole ci riportano indietro nel tempo e ci fanno assaporare ancora una volta quell' aria
indefinibile, che si percepisce solamente all' Ace, aria impregnata di storia mista a vapori di benzina olio e nebbia,
aria che sa di mito...
per chi non lo sapesse il nostro carissimo amico Stefano è stato giornalista nella grande rivista RACER aimè oggi defunta....